Qualcosa rinasce nel ventre della Laguna 

Basta percorrere nel silenzio le antiche vie d’acque che portano ai Casoni di Caorle per cogliere il silenzio e il senso di mistero che avvolgono le barriques colme di vino, un nettare che trae la forza e il vigore dalle terre di Campodipietra e si abbandona infine al riposo in un antro nascosto, un mondo nuovo di liquida bellezza. La rinascita di un vino che congiunge tradizione e innovazione, due anime che si compenetrano e si evolvono nel tempo, e forgiano con potenza l’essenza del Lagunare Rosso.

Un rubino intenso scivola nel bicchiere e ne racchiude la preziosità, i sensi si avventurano immediatamente in un connubio di terra e di mare, lo sfondo in cui si colgono i profumi delle uve madri. La marasca pungente e la spezia pepata del Merlot, le foglie di peperone e la nota vegetale estiva racchiusa nel Cabernet Sauvignon, si sommano a una mineralità nuova, che si lascia scoprire a poco a poco anche al naso. Immagini e ricordi di vita sottomarina, un accenno di salmastro che emerge gradevolmente, profumi inconsueti che lasciano intuire i 6 mesi trascorsi nel ventre della Laguna. Un soffio di profondità si insinua nelle narici, sensazioni balsamiche, che iniziano con il tabacco e si spengono con la liquirizia.

Ecco che in bocca il vino rivela la sua natura! Un’estrema freschezza, segno di giovanilità, giunge inaspettata. La lingua viene avvolta e stuzzicata da una sapidità intensa, quella traccia indelebile del suo affinamento unico, sotto una coltre di piccole alghe delle acque lagunari. Il palato si riempie, alcolicità e struttura emergono preponderanti, mentre un tannino ancora verde e pungente lascia spazio ad una piacevole nota amara sul finale. Un vino che entra in bocca come un bianco e ne esce come un rosso, con un’impronta persistente, minerale, speziata, e fruttata allo stesso tempo. Il fin di bocca lascia il ricordo delle sensazioni appena provate, un misto di perplessità e curiosità nate dalla degustazione di questo vino unico nel suo genere.

Unicità e sapidità ben si abbinano a nuovi esperimenti culinari, che poi si scoprono però complici di tradizione e ritualità. L’impronta pungente delle Sarde in saor, la gustosità del Brodetto di seppie, la pienezza delle grasse carni del Bisato, nascono proprio al limitare della Laguna e condividono immediatamente l’abbraccio di questo vino, un’interpretazione unica dello stesso forte legame al proprio luogo d’origine. Sapidità e freschezza accompagnano il palato e perpetuano i forti sapori di questi piatti di pesce, ma la struttura importante del Lagunare non tradisce nemmeno i classici abbinamenti con le carni più diverse.

Ma del resto il vero abbinamento è quello personale: quell’insieme di sensazioni così originali e varie che riportano alla mente gli odori, i sapori, la cultura di una terra tutta da scoprire. Un viaggio nel mondo del Lagunare Rosso, un viaggio dentro di noi. 

(1) sarde in Saor: sardine marinate in aceto e la cipolla cruda
(2) Broetto sepe: seppie della zuppa tradizionale Laguna
(3) Bisato in OPG: anguille della laguna alla griglia su fuoco a legna molto lentamente (3/4 ore)